Quando si passa il segno

giovedì 19 novembre 2009


Credo che l'approvazione della legge "Processo Breve" significhi davvero oltrepassare ancora una volta, in maniera spregevole, il segno.
Non sto qui a fare le pulci al Governo. Non sto qui a parlare del se questo Governo deve continuare o meno. Al momento questo mi interessa poco.
Mi interessa capire, ed è una cosa che cerco di fare da anni, come facciano i supporters di Berlusconi a turarsi il naso ogni volta. Come si fa a giustificarlo sempre? Come si fa a non capire che lui è pronto a tutto pur di evitare le condanne? Come si fa a non capire che non è possibile che tutti i giudici sono comunisti, toghe rosse, sovversivi e bla-bla-bla?
Qualcuno (e davvero non capisco come faccia) mi risponde che è meglio lui che qualcun altro. "Non me ne frega niente di quello che fa Berlusconi. Sempre meglio di Prodi". Ecco, questa è la tipica risposta.
Ora, a parte il fatto che è tutto da dimostrare che Berlusconi sia meglio di Prodi (dal momento che Prodi non aveva una maggioranza), il fatto che sia "meglio lui che qualcun altro" non significa doversi arrampicare sugli specchi ad ogni legge-vegogna, ad ogni ad-personam. Non significa accettare silenti le verità costruite ad arte ed ignettate catodicamente (cit. WilNonLeggerlo) come la storia delle toghe rosse o di Berlusconi perseguitato.
Non voglio mettermi a elencare le leggi vergognose, le accuse infami, le menzogne strillate continuamente fino a farle apparire verità. Non seriverebbe a molto e non cambierebbe i punti di vista.
Voglio invece lasciare degli interrogativi ai quali non riesco a trovare risposta: come mai i supporters di Berlusconi non hanno senso critico? Come mai qualsiasi cosa che Berlusconi fa va sempre bene? Come mai quando c'è qualche ombra su Berlusconi è sempre colpa di qualche magistrato, di qualche giornalista, di qualche sovversivo?
Davvero, non capisco.

Quel Comunista di Franco Battiato

lunedì 9 novembre 2009


Da alcuni giorni circola il nuovo singolo di Franco Battiato, Inneres Auge: occhio interiore (il famoso terzo occhio). Come al solito un testo molto poetico, una musica mai banale.
Il testo è quasi un urlo di dolore. Verso la politica che domina la scena nostrana e verso quell’aura di indifferenza che avvolge buona parte della popolazione.
“Uno dice che male c'è a organizzare feste private con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?” è la reazione di molte persone quando si parla degli scandali che hanno travolto Berlusconi negli ultimi mesi. Battiato riprende questa frase e la smonta con una risposta degna del suo calibro culturale: “Non ci siamo capiti e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?”.
Battiato in un’intervista dice, giustamente a mio avviso, che a lui non interessa cosa fanno i politici nella loro camera da letto ma che al contrario gli interessa molto se questo influenza la vita pubblica.
L’insofferenza di Battiato non risparmia i media e la loro disinformazione. E per non smentirlo i media hanno censurato questa canzone definendola “politica”.
Ecco, questo mi terrorizza. In tutte le dittature che la storia ricordi c’è sempre una forma di censura per l’arte. E’ successo in Italia con il fascismo, con il nazismo in Germania. E’ successo nelle dittature comuniste.
Per fortuna in Italia non siamo ridotti così male, soprattutto grazie al fatto che la Rete attutisce, per ora, qualsiasi forma di censura.
Rimane il fatto che sia quantomeno sconcertante che i media censurino una canzone in questa maniera. Le canzoni hanno sempre raccontato uno spaccato della realtà (beh, non tutte). Servono per crescere culturalmente, per prendere coscienza di ciò che ci circonda.
Ma oggi gran parte dei media si allineano alla “Voce del Padrone” (tanto per rimanere in tema con altro grande album di Battiato) e tutto ciò che è critico, che non si allinea viene ignorato, non si deve sentire. E se proprio non si riesce a censurarlo del tutto lo si bolla per “Comunista”. Già, perché nell’Italia odierna comunista è chiunque sia critico nei confronti di Berlusconi. Da Repubblica a Travaglio, passando per Di Pietro. Addirittura Fini ha rischiato di sentirsi dare del comunista (si proprio lui, quello del “noi siamo i fascisti del 2000”).
Ad esplicita domanda, “lei è di sinistra?”, Battiato risponde: “E chi lo sa cos’è la sinistra. Basta parlare di destra e di sinistra, anche perché a sinistra c’è un sacco di gente che ha sempre fatto il doppio gioco al servizio della destra, spudoratamente. Per evitare tranelli, uso un sistema tutto mio: osservo i singoli individui, poi traggo le mie conclusioni”.
Nonostante tutto però, questo non gli risparmierà di essere bollato comunista. Dopo le toghe rosse, i giornali rossi ecco a voi il cantautore rosso.
Non posso credere che in un Paese che si dichiara libero e democratico venga censurata una canzone di uno dei più grandi cantautori (forse il più grande) che questo paese abbia.
“Povera Patria, schiacciata dagli abusi del potere. Di gente infame che non sa cos’è il pudore”. Queste sono le parole di un’altra canzone di Battiato (Povera Patria). Questa canzone compie quest’anno diciott’anni ma sembra attualissima.

Perchè quel Crocifisso deve stare lì

giovedì 5 novembre 2009


Sono sempre stato in prima linea nel difendere la Laicità dello Stato. Nonostante questo però sono convinto che la sentenza arrivata dalla Corte Europea sia ingiusta. Sono convinto che il Crocifisso debba rimanere lì dov'è.
Tralasciando quei tipici "occhio per occhio dente per dente" del tipo "se noi togliamo il crocifisso loro devono togliere il burqa" vorrei soffermarmi su un altro aspetto: è vero che l'Italia è uno Stato Laico ma è altrettanto vero e innegabile che il crocifisso nelle scuole fa parte della cultura e delle radici del vecchio stivale.
Sono convinto che l'integrazione sia fondamentale per una serie di motivi. In particolare, citando una vecchia canzone degli Articolo 31, "il terreno su cui ogni giorno camminiamo noi non lo possediamo, lo occupiamo e non è italiano africano. E' un dono che è stato fatto ad ogni essere umano". Per questa ragione odio le frasi del tipo: "devono starsene a casa loro".
Torniamo al crocifisso. Mi viene da ridere a sentir dire che "offende di chi è di altre religioni". Ma dai, è come dire che un musulmano che passa davanti a una chiesa si offende alla vista della stessa. O che un cristiano si offende se passa davanti ad una moschea. Ma non scherziamo per favore.
Il mio pensiero è racchiuso magnificamente nelle parole di un editoriale di Marco Travaglio che riporto: "Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. È l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente… Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli scolari ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato morto nel martirio come milioni di ebrei nei lager? Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli."
Vorrei sottolineare soprattutto l'ultimo passaggio: "Nessuno prima di lui aveva mai detto che gli uomini sono tutti uguali e fratelli". Qui si fonda il fulcro del mio discorso. Oltre alla convinzione che il crocifisso vada difeso in quanto parte delle nostre radici mi chiedo: come può questo simbolo offedere e far male? Lascio da parte l'aspetto religioso (in quanto i non-cristiani non credono che Gesù Cristo sia morto e risorto) e vorrei soffermarmi sulla persona. Quel crocifisso rappresenta un uomo che ha predicato l'uguaglianza. Il Re come il più umile dei servi.
Ecco, se parliamo di integrazione fra popoli, di accettarsi, di non essere razzisti, credo che il crocifisso sia il miglior simbolo che possa rappresentare queste idee.