Scacco matto all'Italia

lunedì 16 giugno 2008


Tre eventi catastrofici. Un triplice attacco alla democrazia ha caratterizzato negli ultimi giorni lo scenario della vita politica nello Stivale.

Berlusconi vuole maggiore sicurezza, la sua (come titolava alcuni giorni fa fermatetutto). E non importa se per fare questo si deve mettere sotto i piedi la democrazia. Non importa se per fare questo si deve trasformare la Costituzione in comune carta igienica o se si devono addirittura ledere alcuni diritti fondamentali come la libertà d’espressione e la libertà d’opinione.

In una partita a scacchi, il modo più veloce per fare scacco matto è il cosiddetto “matto del barbiere”, che ti permette di vincere in quattro mosse. Il nostro Premier si è superato, ha ideato un piano che lo porterà allo scacco matto all’Italia in sole 3 mosse, potremmo chiamarlo “lo scacco matto di Silvio”.

Prima mossa: Imbavagliare stampa e magistratura. Già qui il Presidente del Consiglio dei Ministri si è superato, con la legge “blocca-intercettazioni” è riuscito a prendere due piccioni con una fava. Infatti non solo ha proibito ai magistrati di usare le intercettazioni durante un’indagine ma ha messo anche il guinzaglio al Marco Travaglio di turno. C’è il carcere per chi fa le intercettazioni e c’è il carcere per chi le pubblica. La lettura tra le righe è molto chiara: va in galera chi prova a incastrare i truffatori e va in galera chi prova a raccontare la verità. Geniale!

Seconda mossa: Il patteggiamento allargato. Dietro questo nome così apparentemente innocuo si nasconde in realtà un “Lodo Schifani-Maccanico Bis”. Nel giugno del 2003 il buon Silvio con detto lodo riuscì a bloccare i processi per le 5 più alte cariche dello Stato. Sarebbe più corretto dire che riuscì a bloccare i processi a suo carico. Tale legge, nonostante permise all’allora (e ancora) Premier di raggiungere il suo scopo (allungare i processi a suo carico), ebbe vita breve poiché la Corte Costituzionale la dichiarò incostituzionale, provvedimento che la fa decadere immediamente.
Questa volta lo Sceicco di Arcore ci prova diversamente. La mossa astuta prevede che chi ha dei processi per reati commessi fino al giugno del 2002 può chiedere la sospensione temporanea di detto processo per valutare l’ipotesi di patteggiare la pena. Guarda caso lui ha un paio processi che ricadrebbero proprio tra quelli che possono beneficiare di questo lodo (noti come processo Mills e processo Mediaset). Anche in questo caso la lettura tra le righe è molto chiara: che lo si chiami Lodo Schifani o patteggiamento allargato l’obiettivo è quello di sospendere i processi a carico di Silvio Berlusconi.

Terza mossa: Impiegare l’esercito per garantire la sicurezza nelle grandi città. In questo caso c’è poco da analizzare: il Governo, per garantire la sicurezza nelle strade, ha deciso di dispiegare 2500 soldati dell’esercito nelle grandi città italiane. Qui la lettura tra le righe è un po’ meno chiara e forse un po’ azzardata (o almeno, spero che sia azzardata e non realistica): il passo tra il dispiegamento delle forze dell’ordine e l’imposizione del coprifuoco nelle “zone più a rischio” è breve. Le virgolette le ho messe perché l’interpretazione può essere diversa, per me una zona a rischio è una zona in cui una donna non può passeggiare da sola. Per il nostro Premier forse una zona a rischio è una zona, fisica o virtuale, in cui si cerca di fare informazione. Vera e Libera!

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