Meno male che MARCO c'è

lunedì 12 maggio 2008


Viviamo in uno Stato in cui la classe politica, di destra o di sinistra che sia, controlla l’informazione e ci fa credere ciò che vuole. Caparezza cantava “Degli spari sul lungo mare di Bari non c’è traccia nei TG di Mediaset e RAI. Questo non mi va di raccontarlo ma ti conto i peli del buco del culo del principe Carlo”. Ecco, questa strofa di “TI GIRI” racchiude benissimo qual è la situazione dell’informazione in Italia. Non si raccontano fatti ma si fa intrattenimento. Dai telegiornali si iniettano quotidianamente ampie dosi di Valium. Missione: addormentare il Popolo. Il popolo è sovrano e se il sovrano non è vigile i furbetti possono agire indisturbati.

Per portare alcuni esempi: il 25 Aprile Beppe Grillo ha tenuto il V2 DAY, in nessun telegiornale si è parlato di ciò (nonostante le migliaia di persone in piazza e oltre un milione di firme raccolte). Poi, nei giorni successivi i servi hanno iniziato a parlare del V2 DAY per attaccare Grillo: ne ha parlato Fede, ne ha parlato Sgarbi, ne ha parlato Riotta, ne ha parlato Facci (l’Emilio Fede del futuro). Nessuno però ha parlato dei referendum proposti da Grillo. Solito ragionamento: non posso attaccare il ragionamento quindi attacco il ragionatore.

Due settimane fa Sgarbi urlava a squarcia gola, ad annozero, che Grillo non pone questioni ma dice stronzate. La gente a casa a chi crederà? A Sgarbi ovviamente, perché la verità non è quella che si può documentare ma è la baggianata che viene urlata di più e ripetuta fino allo sfinimento. Eppure, non mi pare che chiedere che siano i cittadini a scegliere i candidati sia una stronzata. Non mi pare che volere il Parlamento libero da condannati e pregiudicati sia una stronzata. Non mi pare che volere una informazione libera sia una stronzata.

In questa situazione soporifera spicca un uomo: Marco Travaglio (anche se io preferisco chiamarlo Braveheart). Si differenzia dalla quasi totalità della massa per una ragione: racconta le notizie! Racconta fatti!

In un “paese normale” Travaglio sarebbe solo uno dei tanti, un giornalista che fa il suo lavoro. Invece in Italia è un eroe (o un “pezzo di merda”, come direbbe Sgarbi. Questione di punti di vista).

Purtroppo credo che presto, molto presto, lo faranno fuori perché comincia ad essere scomodo. A Che tempo che fa Marco parlando del neo Presidente del Senato, Schifani, ha detto che ha avuto relazioni con mafiosi. E in Italia si sa, certe cose è meglio che non si dicano.

Del terremoto mediatico-politico che si è scatenato contro Travaglio c’è una dichiarazione che mi ha pietrificato: quella di Anna Finocchiaro. Quest’ultima ha accusato Travaglio dicendo che è inaccettabile che dica tali cose senza un contraddittorio: da quando c’è bisogno di un contraddittorio per raccontare fatti? Va infatti sottolineato che parlando di Schifani, Travaglio non ha detto la sua opinione ma ha fatto cronaca di eventi accaduti. Che la Finocchiaro, del PD (opposizione), si erga a paladina di uno dei leader dell’altro schieramento, facendo l’esatto contrario di ciò che dovrebbe fare, rende chiaramente l’idea della situazione politica che viviamo in Italia. La parola spesso usata nei mesi scorsi, inciucio, prende forma. Non esiste la destra, non esiste la sinistra: esistono i furbetti che voglio fare i loro comodi. E per fare i loro comodi devono addormentare il sovrano. Valium a volontà.

1 commenti:

Matteo ha detto...

Il lavoro di Travaglio è essenziale e deve continuare x esportare la verità nelle menti dei cittadini. Se ci dfosse un canale libero, uno solo, in Italia, non ci sarebbe il problema di dire la verità. Continua cosi Marco! Un saluto al blog smxworld da Matteo continuerò a seguirvi.